OCCHI IN FIAMME
Festival
Hai mai sentito il momento in cui perdi gli altri
e, insieme a loro,
anche il modo abituale in cui stavi dentro le cose?
Non è la folla a travolgerti.
È il punto in cui capisci che non puoi più restare composto allo stesso modo.
Occhi in Fiamme racconta un festival diurno a Barcellona,
sole alto, coriandoli, gonfiabili, cassa dritta, gruppo che si sfalda.
Una deviazione minima.
Una folla che si stringe.
Un corpo che smette di opporsi.
Non è una storia sulla musica.
Non è un racconto sulla notte.
È un attraversamento nel rumore.
La folla non indica chi sei.
Non ti contiene.
Non ti rimette in ordine.
Ti prende dentro,
finché non smetti di trattenerti.
Occhi in Fiamme non parla di euforia.
Parla di compressione.
Di anonimato.
Di quel punto preciso in cui il corpo cede
prima della testa.
Non c’è liberazione facile.
Non c’è controllo.
C’è calore.
C’è eccesso.
C’è il giorno che non finisce
e continua a tenere tutto esposto.
Questo racconto non è un manuale.
Non è motivazione.
Non è metafora esplicita.
È un’esperienza interiore narrata con linguaggio fisico, denso, diretto.
Occhi in Fiamme fa parte della collana Abe Stories:
racconti brevi ispirati a esperienze reali,
scritti per essere attraversati lentamente, senza istruzioni.
Per chi è
per chi sente che con gli altri occupa sempre una forma precisa
per chi riconosce il momento in cui il rumore rompe un bordo
per chi vuole vedere cosa succede quando smette di comprimersi
A volte non esci perché hai trovato le parole.
Esci perché non riesci più a trattenerti.





