Wild Waters Await Us
Abe Sounds · Vol. 6

Ci sono momenti in cui non serve spingere.
Serve lasciarsi portare meglio.
Giugno arriva così: non come una promessa enorme, ma come una corrente che comincia a muoversi sotto il corpo. L’aria cambia, le giornate si allungano, il ritmo torna più facile. Non devi più convincerti a uscire: a un certo punto sei già fuori.
Wild Waters nasce lì.
Non è una playlist da calma.
Non è una playlist da concentrazione.
È una playlist da acqua addosso, luce alta, pelle viva, passi più sciolti del previsto.
Il groove non ti prende per trascinarti.
Ti prende per farti entrare.
C’è qualcosa nel ritmo giusto che somiglia all’acqua: non ti obbliga, ma insiste. Sta sotto, ritorna, apre spazio. Dopo un po’ smetti di pensare se hai voglia o no. Ti muovi.
Wild Waters è per quei giorni in cui il corpo arriva prima della testa. Per quando cammini senza fretta, guidi con il finestrino abbassato, prepari una sera che non deve per forza diventare memorabile. Basta che sia viva.
Non cerca profondità scure.
Non cerca malinconia.
Cerca superficie, riflesso, calore, presenza.
La leggerezza, quando è vera, non è vuoto.
È energia che non ha bisogno di spiegarsi.
Questa playlist sta in quel punto: house luminosa, groove morbido, una linea francese che sa di estate, città, mare lontano, bicchieri freddi, corpi che non vogliono più stare fermi.
Se vuoi ascoltare Wild Waters, la trovi su Spotify.
Wild Waters non è una fuga.
È il momento in cui smetti di trattenerti troppo e lasci che qualcosa ti attraversi.
Non devi sapere dove porta.
Devi solo entrare in acqua.
Se senti che questo stato non è solo una canzone, ma qualcosa che vuoi lasciare nello spazio, esiste anche una forma fisica che lo accompagna. Un’immagine che non ferma il movimento, ma lo tiene aperto.
Scopri il canvas Wild Waters Await Us su Abe Studio.


