Esprimersi

Abe Stages · Vol. 5

Ci sono momenti in cui non serve capire di più.
Serve smettere di trattenere.

Non aggiungere tecnica, struttura o frasi migliori,
ma accorgerti di quante volte sistemi troppo presto
quello che stava solo cercando di emergere.

Di quella tensione sottile che chiami chiarezza
e che invece, spesso, è paura di lasciar comparire una voce
prima che diventi presentabile.

Dance Dance Dance di Haruki Murakami parte da lì.

Non come un libro da spiegare,
ma come qualcosa che ti tiene dentro un movimento.

Murakami riprende il narratore di A Wild Sheep Chase e lo rimette in circolo in un Giappone strano, saturo, quasi disallineato, dove mistero, solitudine e realtà commerciale si mescolano senza mai diventare completamente separabili. Penguin Random House lo descrive come un seguito che fonde thriller, fantascienza e satira in un Giappone dove quasi tutto sembra in vendita.

Ma il centro del libro non è la trama.
È il ritmo.

Non andare avanti in linea retta.
Non trovare una risposta pulita.
Continuare a muoverti abbastanza a lungo
da non sparire dentro il rumore.

C’è un punto che attraversa tutto il romanzo,
senza mai trasformarsi in una lezione:

che cosa fai
quando senti che se ti fermi davvero
ti perdi?

Non quando sei in pericolo.
Non quando tutto crolla.

Ma quando la vita si riempie di segni, suoni, incontri, deviazioni,
e il rischio più grande diventa smettere di restare in contatto
con qualcosa di vivo.

Nel mondo di Murakami non emerge una voce pulita.
Emerge una voce che continua.

Inciampa.
Si sposta.
Ricompare.

Non si costruisce a tavolino.
Non si mette in ordine subito.
Si riconosce mentre attraversa il rumore.

Per questo Dance Dance Dance non è un libro sulla chiarezza.
È un libro sulla continuità.

Sul fatto che a volte non devi trovare la frase giusta.
Devi continuare a scrivere finché qualcosa affiora.

E questo lo rende molto più vicino alla scrittura
di quanto sembri all’inizio.

Esprimersi nasce nello stesso spazio.

Non come corso di scrittura creativa,
non come laboratorio di stile,
ma come attraversamento di 30 giorni per lasciare emergere una traccia vera prima che la mente la chiuda, con una pratica minima quotidiana di due minuti di scrittura senza staccare la penna.

Dentro il percorso non cerchi performance.
Cerchi voce.
Non correggi subito.
Resti nel gesto.
Lasci comparire qualcosa prima di renderlo più intelligente, più giusto, più leggibile.

Per questo non è un percorso rassicurante.
E per questo è reale.

Se vuoi leggere Dance Dance Dance di Haruki Murakami, lo trovi su Amazon.

Esprimersi nasce dallo stesso punto.

Non per insegnarti a scrivere bene,
ma per lasciar affiorare una voce
prima che la mente la sistemi.

Un attraversamento di 30 giorni,
fatto di pratica minima, attenzione e pagine che non chiedono bravura,
ma presenza.

Non serve trovare subito la forma giusta.
Serve restare abbastanza a lungo
per sentire cosa stava cercando di uscire.

Scopri Esprimersi su Abe Studio.